PSICOSTASIA FISIOGNOMICA

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Dalla osservazione del volto è ora possibile conoscere la reale sessualità e personalità di chiunque in un modo certo e preciso. La materia e la psiche sono entità complementari inscindibili.

POETA ROLANDO PETRUS
fondatore della PSICOSTASIA FISIOGNOMICA  Scienza  Inumana

G r a t i s
 

Perché qualsiasi cosa può essere vera sola a metà


La società umana è caratterizzata da una proprietà, che probabilmente è universale, ma dal comportamento umano è particolarmente evidente.
Tale proprietà è quella che fa dividere all’uomo tutto a metà: metà della società umana apparterrà ad un certo gruppo, l’altra metà apparterrà ad un altro gruppo contrapposto, contrario.
Basta proporre un giudizio su qualsiasi cosa ad un gruppo di persone e si vedrà, immancabilmente, che tale gruppo si dividerà tra favorevoli e contrari.
Su questa proprietà si basano molte trasmissioni televisive per avere successo.
Così vediamo dibattiti televisivi sul calcio, sulla politica, sull’economia, sulla cronaca: su qualsiasi tema, si avrà sempre che certi individui la pensano in un modo, altri individui la pensano in modo opposto; gli esseri umani non sono d’accordo su niente.
Basta buttare là un qualsiasi argomento e subito la platea si infervorisce, si divide in due parti contrapposte pronte a sbranarsi.
Considerando questa proprietà è dunque consequenziale dedurre che, proporre una nuova scienza, determinerà una contrapposizione tra persone.
Di queste persone alcune diranno: "È una scienza meravigliosa che finalmente risolverà i problemi umani"; altre persone diranno invece: "Sono tutte balle, non c’è niente di scientifico, non c’è niente di vero, sono cose già dette da millenni e che sono state già ridicolizzate".
Tutto ciò, a prescindere da quali siano i contenuti della Psicostasia Fisiognomica: che tale scienza sia valida oppure no, la citata dicotomia sarebbe la stessa.
Queste considerazioni hanno lo scopo di far capire che tale mia scienza avrà contro di sé tanti individui che la contesteranno.

Le cose vere sono solo quelle che parlano bene di noi

A tale fatto poi, va messo in conto il seguente ulteriore aspetto.
Se ad un individuo gli si dice che, in base alla Psicostasia Fisiognomica egli è intelligente, bello, buono, forte, con notevole carica sessuale: tale individuo vi risponderà: "È vero, è proprio così".
Se invece ad un altro qualsiasi individuo gli si dice che, in base alla Psicostasia Fisiognomica egli è un po’ tonto,  ma cattivo, intimamente debole, inferiore, con problemi sessuali, tale altro individuo vi risponderà: "Non è vero niente, non ne è stata azzeccata nessuna, tutte stupidaggini".
Io credo tuttavia che un giudizio più obbiettivo sulla Psicostasia Fisiognomica non sia quello che viene esternato, bensì che sia quello intimo: ciascuno di noi capirà se ciò che di lui viene rivelato dalla Psicostasia Fisiognomica è vero o falso, per cui quando altri esprimeranno valutazioni, tali valutazioni incontreranno un filtro personale, un giudizio intimo che saprà come interpretare tali valutazioni.
Conosci te stesso, conosci il mondo.

La necessità di illudersi

Se la Psicostasia Fisiognomica dicesse cose leggère, in cui ciascuno potesse trovare conforto alla sua necessità di sentirsi positivo e di essere considerato positivo, essa sarebbe una scienza interessante con "qualcosa di vero".
Purtroppo la Psicostasia Fisiognomica consente di conoscere gli individui per quello che sono realmente, e non per quello che essi desidererebbero essere considerati.
Ciò significa evidentemente che tale scienza non sarà amata, perché l’uomo vuole vivere nell’illusione; l’uomo deve vivere nell’illusione, per poter agire come pretende la società, per sentirsi rassicurato dalla benevolenza sociale, dall’affetto di chi sta attorno a lui.
Peraltro, la citata dicotomia non sarà al 50%. I contrari saranno molti di più.
Il fatto che tale scienza sia stata concepita nel ventesimo secolo sarà pure un fatto dovuto alle difficoltà di concepirla da parte dell’intelligenza umana, ma io penso che sia pure perché è una scienza non gradita; una scienza scomoda per un’umanità rimbambita da falsi valori, inculcati ad essa dalle pseudo divinità che traggono linfa vitale dalle sue sofferenze sociali, dalle sue guerre, dall’uomo-burattino.
Guardate come è sempre andata la storia del mondo, guardate le contraddizioni esistenti nelle varie società umane, guardate quanta sofferenza c’è nel mondo: è il risultato dell’attuale modo di pensare dell’uomo: un modo di pensare non ancora illuminato dalla Psicostasìa Fisiognomica.

Le difficoltà oggettive di conoscere il carattere delle persone

Quando una persona è arrabbiata, oppure quando è felice, lo si vede dal suo volto; non a caso si dice che "il volto è lo specchio dell’anima". Al di là di questa semplice evidenza, tuttavia, c’è il mistero.
Da sempre, scienziati di ogni epoca hanno cercato di svelare tale mistero del volto umano, ma sempre senza alcun risultato: le massime "conoscenze" raggiunte sono infatti costituite dalle amene ipotesi della vecchia Fisiognomica, concepita nei secoli scorsi dai vari Aristotele, Leonardo, Lavater, Gall, Della Porta, Lombroso e tanti altri volonterosi.
Oggi tale mistero non esiste più.
È nata una nuova scienza esatta sull’uomo che rende anacronistiche ed inutili perfino la Psicologia, la Psicanalisi, e le altre approssimate discipline affini: statistiche, velleitarie, ma non scienze.
Questa inedita scienza è una novità mondiale creata in Italia: il suo nome è Psicostasìa Fisiognomica.
Psicostasìa perché consente una "pesatura"dell’anima mediante la "pesatura" del corpo di cui è il prodotto.
Fisiognomica, perché tale pesatura avviene mediante una speciale analisi del volto. Fisiognomica, anche per un rispetto verso i tanti citati pionieri del passato, che hanno disperatamente cercato di capire il come ed il perché il volto fosse lo specchio dell’anima senza riuscirci.

Le scoperte alla base della Psicostasìa Fisiognomica

Alla base di tale nuovissima scienza sta il fatto che, qualsiasi linea del volto, esprime una "curva matematica" inquadrabile in assi cartesiani: come in un grafico, si può dunque stabilire "in che modo e quanto" una certa caratteristica psichica o biologica (che sia posta sull’asse verticale del diagramma) cambia in funzione delle variazioni dei valori dell’altra caratteristica (rappresentata sull’altro asse orizzontale) e sempre costituita dalla molteplicità delle situazioni ambientali con cui l’individuo è in relazione.

Poeta Rolando Petrus


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